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La storia di Carla ..

1/12/2009
mamma e bimbo

Carla (il nome è di fantasia ) si presenta al CAV accompagnata da un ragazzo, inviata da un Consultorio familiare. E' al terzo mese di gravidanza, vorrebbe abortire ma è evidente un'intensa conflittualità nei confronti di questa"decisione". Tempo fa ha abortito volontariamente e più tardi ci descriverà la tristezza del ricovero, del colloquio preliminare, dell’interruzione, degli incontri poi.

Si rivolge all'operatrice dicendo che le piacciono i bambini, li ama, ne vorrebbe avere, ma questa gravidanza no! Enumera i motivi per cui vorrebbe interrompere l'evento: è frutto di una relazione non d'amore con il ragazzo chel'accompagna al colloquio; ora ha riallacciato i rapporti con il suo ex fidanzato che non è al corrente del suo stato. La sua famiglia non è mai stata in grado di rispondere ai suoi problemi, la riteneva responsabile di tutti i suoi errori; si sentiva rifiutata soprattutto dalla madre. Il ragazzo che l'accompagna confida all'operatrice che la sua prima reazione di fronte alla gravidanza è stata d'incredulità, di paura e ora si è trasformata in accettazione; aiuterà la ragazza, se decide in tal senso, a proseguire la gravidanza e ad allevare poi il figlio.

Carla dice di esere venuta al CAV solo per sentire come possiamo aiutarla e cosa facciamo. L'operatrice risponde che ci sarà accanto a lei un gruppo di persone pronte ad accoglierla e ad affrontare insieme a lei i suoi problemi. Dopo qualche tempo si ripresenta al CAV dicendo di aver deciso di proseguire la gravidanza ma darà il bimbo in adozione. Vorrebbe pertanto tenere nascosto il fatto a tutti , compresi i genitori e chiede ospitalità.

Si decide di ospitarla presso la nostra casa di accoglienza. La ragazza è continuamente sostenuta da colloqui e le operatrici avvertono nel tempo un progressivo allentamento delle tensioni. Carla nel proseguire con la sua gravidanza matura una sorta di autonomia affettiva, smette di rivolgersi all'esterno per il suo bisogno d'amore, è tutta "in attesa".

Non esprime più sentimenti di solitudine e di mancanza, è più tiepido il suo desiderio di adozione. Dal suo iniziale rifiuto passa piano piano ad una gravidanza accettata. Fa progetti sotto il segno della speranza e da ciò si capisce che non darà il figlio in adozione. Nasce il bambino e Carla lo riconosce. Dopo il parto il CAV si mette all'opera per ricucire i rapporti fra Carla e la sua famiglia d'origine, riuscendo in questo intento.

Ora il bimbo ha due anni. Tempo fa è venuta a trovarci e ha confidato ad una operatrice come, dopo tanti colloqui con noi, un certo giorno, a sorpresa, si è accorta di volere il suo bambino anche se aveva tante paure di intraprendere un percorso nuovo e pieno di imprevisti. La vicinanza rispettosa del nostro gruppo la rassicurava giorno dopo giorno.

Ci ha confidato: "non è stato programmato questo figlio, è stato difficile accettarlo ed ora è il motore della mia vita. Averlo accettato, aver ascoltato dove va il cuore, mi ha fatto capire che non sempre le scelte vanno fatte con le lucide analisi del no. Ora so di avere tante risorse prima a me sconosciute che ho scoperto nell'essermi aperta all'inatteso senso della Vita".

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