Centro di Aiuto alla Vita e Movimento per la Vita Padova

Appunti sul problema dei Migranti (1)

Possiamo ben dire che L’ Italia ha fatto scuola.

Sì, perché l’idea di realizzare, in Paesi terzi, centri per l’accoglienza di migranti irregolari in attesa di rimpatrio – come appunto ha fatto l’Italia in Albania -, è piaciuta ad alcuni stati Europei (Germania, Austria, Paesi Bassi, Danimarca, Grecia [vedi Avvenire del 13/8 u.s.) che pare stiano pensando di realizzare un centro nel cuore dell’Africa: in Uganda.

Sul tema della migrazione non possiamo più limitarci ad ascoltare increduli notizie o bollettini che aggiornano il numero di uomini, donne e bambini morti nel tentativo disperato di trovare condizioni di vita migliori. Non possiamo restare indifferenti di fronte a notizie di iniziative che la Politica e molti mezzi di comunicazione definiscono creative ma che, non solo, violano il diritto internazionale umanitario, ma offendono il buon senso comune.
E’ vero il problema dei Migranti – una costante della storia dell’uomo – è complesso e difficile, ma è giunta l’ ora di capire, finalmente, che è un problema ineludibile che interroga la coscienza dell’ uomo ed in particolare di noi cittadini dell’ Europa, continente culla dell’ Umanesimo.

E’un problema che richiede equità, senso della giustizia, lungimiranza, risorse economiche, ma soprattutto apertura mentale e spirito di accoglienza.
Basti pensare alle tendenze demografiche (si pensi che nel 1950 gli Africani erano la metà degli Europei mentre nel 2050 le popolazioni dell’Africa potranno essere tre volte quelle dell’Europa), ai cambiamenti politici, alla globalizzazione del fenomeno che interessa il mondo intero, ed ai dati numerici sempre in costante aumento.

Solo alcuni dati per dare l’idea del problema:

  • Un abitante su 7 del mondo non vive dove è nato
  • Nel 2022, secondo l’Alto Commissariato dell’ONU per i Rifugiati (UNHCR) , il numero di Migranti forzati nel mondo ha superato i 100 milioni.

E mentre le persone residenti nella Unione Europea (UE) nate al di fuori dell’ UE sono circa 50 milioni (2) su una popolazione di circa 450 milioni (pari all’11%), in Libano su una popolazione di circa 6 milioni di abitanti ci sono circa 1.500.000 Profughi siriani (pari al 25% della popolazione).

Assistiamo, certamente, ad un encomiabile impegno della Guardia Costiera e della Marina italiana e di alcuni altri Paesi europei per i quotidiani interventi nel Mediterraneo che hanno salvato la vita a centinaia di Migranti. Assistiamo all’ impegno generoso del Personale e dei Volontari dei Centri di accoglienza (non solo in Italia), delle ONG che non vanno criminalizzate. (In merito va detto che, se ci sono organizzazioni conniventi con i mercati di uomini, si intervenga su queste senza lanciare accuse indiscriminate).

Ma assistiamo anche all’ incredibile inerzia di organismi internazionali, alla mancanza di una politica migratoria, all’ innalzamento di reticolati, a referendum per chiedere se accogliere o respingere qualche migliaio di profughi. Assistiamo a forme di populismo e di strumentalizzazione di alcune forze politiche che sfruttano la inadeguatezza delle normative e delle direttive europee per scopi elettorali.

 

Assistiamo a incomprensioni e rimpalli di responsabilità tra organismi istituzionali. Assistiamo a confusione, incertezza ed anche paura della gente comune. Paura che fa temere all’ UE, con i suoi oltre 450 milioni di abitanti, di non essere in grado di dare ospitalità ad alcuni milioni di profughi e migranti che fuggono da guerre e povertà.

Sempre più evidente è lo smarrimento del vecchio Continente che, preoccupato della crisi economica, sembra aver smarrito non solo il riferimento ai propri valori fondanti, ma anche la memoria del processo millenario di invasioni, trasferimento di popoli e mescolanze che l’hanno interessato.
I flussi i migratori vanno sicuramente regolamentati, ma nel rispetto del diritto internazionale umanitario. Perché i flussi di denaro sono protetti da norme ed accordi internazionali, mentre i flussi migratori sono soggetti ad una infinità di norme e politiche restrittive che violano il diritto internazionale?

Per tutti, siano essi Migranti regolari o non, Profughi e Richiedenti Asilo, il primo obiettivo resta quello della salvaguardia della vita umana indipendentemente dal mezzo utilizzato durante i viaggi di trasferimento. A qualsiasi costo, senza dimenticare che la dignità umana esige anzitutto protezione e rispetto dei diritti fondamentali inalienabili, e non negoziabili, quali il diritto alla vita ed alla libertà.

Le immagini di tanti uomini, donne, bambini annegati nei nostri mari resteranno impresse per sempre nelle nostre coscienze. Questa non è buonismo. E’ la principale regola di una convivenza civile.

E dopo il soccorso e la prima accoglienza occorre mettere in atto ogni possibile iniziativa per capire quali siano le vere cause che spingono milioni di uomini e donne ed emigrare dalle loro terre. E tra le cause principali ci sono le guerre, tuttora in atto, che devono finire e lasciare il posto ad una pace duratura dovunque e, in particolare, in Medio Oriente ed Africa Oriente.


Fatti questi chiarimenti dobbiamo avere la consapevolezza che è giunto il momento di fare scelte non più rinviabili. Come amava ripetere in proposito Don Lucio Calore, compianto Direttore della Caritas diocesana di Padova dal 1985 al 1996, “Occorre coniugare risposte immediate con strategie a lungo termine, i sentimenti con la razionalità, il cuore con il cervello.”

Ribadito che oggi la Migrazione è un problema epocale che richiede l’impegno e la collaborazione di tutti, e ricordato che dovrebbero essere, in primo luogo, le Nazioni Unite a farsi carico del problema sotto l’aspetto strategico, economico, organizzativo, va detto con altrettanta chiarezza che, in attesa o in assenza delle iniziative delle Nazioni Unite, devono essere le Federazioni degli Stati nazionali (come la UE), i singoli Stati e le Amministrazioni locali ad occuparsene (in sinergia tra loro), in un clima di solidarietà e di accoglienza che contrasti indifferenza e paura, accollandosi – indipendentemente dal luogo di approdo dei migranti – tutti gli oneri relativi a:

  • Soccorso
  • Accoglienza
  • Identificazione
  • Smistamento
  • Rimpatri

Nel caso dell’UE, tali oneri andrebbero equamente suddivisi tra tutti gli Stati membri.

A parte gli interventi immediati per la salvaguardia delle vite, ed una attenta azione politico-diplomatica ed anche militare (se ciò fosse necessario per la difesa dei diritti umani) nei Paesi di crisi per porre fine alle guerre tuttora in atto, appare urgente:

      1. realizzare piani di aiuti e cooperazione (tipo “piano Marshall”) verso tutti i Paesi interessati da importanti flussi migratori e da conflitti,
      2. agevolare e promuovere sia la protezione internazionale dei Profughi e dei Richiedenti asilo che la migrazione legale,
      3. realizzare con qualunque mezzo possibile corridoi umanitari sull’ esempio delle ormai numerose iniziative della Comunità di Sant’ Egidio, evitando così l’elevatissimo numero di morti (del tutto ignorati dai mezzi di comunicazione) lungo le vie di transito per raggiungere le coste,
      4. realizzare idonei Centri di accoglienza adeguatamente sorvegliati (sul tipo di quelli realizzati in caso di calamità naturale in siti individuati preliminarmente ed attrezzati con impianti e servizi) nei Paesi dove avviene normalmente l’approdo o comunque l’ingresso di Migranti, Profughi e Richiedenti asilo. (Appare evidente che questi centri dovrebbero essere realizzati anzitutto , ma non solo, nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo). Questi Centri devono essere collegati e coordinati con tutti i Centri (e luoghi di accoglienza) esistenti in ogni Paese per agevolare il Migrante nel raggiungimento della destinazione voluta). I Centri devono servire ad una rapida identificazione ed all’accertamento dello status dei Migranti, Profughi e dei Richiedenti asilo (Oggi in Italia il tempo per gli accertamenti arriva anche a 2 anni!) permettendo così:
    • le ricongiunzioni familiari
    • il raggiungimento della destinazione voluta
    • la ricerca di un lavoro
    • l’integrazione
    • Il rimpatrio nel Paese di provenienza dei Migranti irregolari che non abbiano dimostrato la volontà di integrazione

        1. contrastare i criminali che organizzano viaggi con qualsiasi mezzo, prevenendo così la migrazione irregolare e la tratta degli esseri umani (Appare del tutto incredibile che, con i mezzi oggi disponibili, non si riesca a smascherare connivenza tra trafficanti di esseri umani).
        2. facilitare i ricongiungimenti familiari dei Migranti con un familiare già regolarmente presente nel Paese ospitante;
        3. realizzare una banca dati per Continente delle offerte di lavoro nei vari Paesi,
        4. legiferare in modo organico superando ed armonizzando le norme vigenti (3),
        5. revisionare e semplificare gli accordi internazionali riguardanti in modo particolare i Profughi ed i Rifugiati Politici e trovare un accordo sulla ripartizione dei Migranti tra i vari Paesi anche considerando la percentuale degli stranieri già presenti (Si ricorda che gli attuali Trattati/Accordi di Dublino riguardanti i Rifugiati Politici prevedono che sia lo Stato dove il Migrante arriva a gestire la pratica. Il che è palesemente assurdo perché quasi sempre il paese di approdo non coincide con la meta voluta dai Migranti stessi),
        6. promuovere l’accoglienza diffusa di Associazioni e Comunità con il sostegno ed il controllo delle Pubbliche Amministrazioni che devono vigilare per garantire l’ordine pubblico.


      Una soluzione equa e solidale al problema della migrazione – pur nelle difficoltà dell’attuale momento storico – può essere una straordinaria opportunità per l’Italia e per l’Europa che vorremmo multietnica e multiculturale.

      Una Europa capace di dare al problema dei Migranti una risposta sempre rispettosa della vita di tante Donne e Uomini e dei loro Figli, in nome della Solidarietà che è fondamento della Giustizia. Nessuno può ritenersi estraneo e chiamarsi fuori da questa sfida epocale. 

      Accogliendo e prendendoci cura dei migranti contribuiremo a realizzare l’unità dei Popoli e delle Culture che è molto più importante dell’unità delle monete.

      Padova, 17 agosto 2026

      Ubaldo Camilotti

       

      Note:

      (1) È bene ricordare anzitutto che:

      • MIGRANTE: è colui che sceglie di lasciare volontariamente il proprio Paese per cercare un lavoro o migliori condizioni di vita.
      • MIGRANTE IRREGOLARE: è colui che, per qualsiasi ragione, entra in un altro Paese senza regolari documenti di viaggio. (Spesso, in modo spregiativo, i Migranti irregolari sono chiamati “clandestini”)
      • PROFUGO: è colui che lascia il proprio Paese a causa di guerre o catastrofi naturali.
      • RICHIEDENTE ASILO: è colui che avendo lasciato il proprio Paese per motivi politici, chiede la protezione al Paese che lo ospita. (In Italia la domanda dei Richiedenti asilo viene esaminata dalle Commissioni territoriali collegate e coordinate dalla Commissione Nazionale)
      • RIFUGIATO: è il Richiedente Asilo a cui è accordata protezione dallo Stato che lo ospita. (In questo caso lo Stato ospitante accerta che il Richiedente Asilo sia stato costretto a lasciare il proprio Paese a causa di persecuzioni per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a gruppi sociali, opinioni politiche come previsto dalla Convenzione di Ginevra).

      (2) Vedi Eurostat statistiche sulle migrazioni.

      (3) Con precise indicazioni riguardanti in particolare:

      • Il rilascio dei permessi di soggiorno sia permanenti (lavoro – ricongiunzione familiare) che temporanei (ricerca di lavoro-studio-turismo)
      • le modalità operative per l’abbreviazione dei tempi di riconoscimento dei requisiti
      • il riconoscimento di nuove qualifiche professionali
      • l’abolizione del reato di clandestinità
      • i diritti previdenziali e di sicurezza sociale ed il diritto alla tutela della salute

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